Raccomandata dell’Agenzia Entrate: come contestarla

Raccomandata dell’Agenzia Entrate: come contestarla
 
 

Il contribuente ha l’onere di provare di non aver ricevuto la notifica o che questa sia stata consegnata nelle mani sbagliate. A chi può lasciarla il postino?

Non essere in casa quando arriva una raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione non è sempre un buon motivo per dire che non è stata notificata e che, quindi, il destinatario non poteva sapere della sua esistenza. La Cassazione [1] chiede, infatti, che venga applicato alle notifiche fiscali l’articolo 1335 del Codice civile, specialmente quella parte in cui recita che «ogni dichiarazione diretta a una determinata persona si reputa conosciuta nel momento in cui giunge all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia».

Che cosa significa? Significa che se l’Agenzia delle Entrate Riscossione mi manda una raccomandata e io non sono a casa (perché al lavoro, perché in vacanza o perché trasferito dalla mia azienda in un’altra città per un periodo di tempo), il plico può essere consegnato ad un’altra persona e la raccomandata si deve ritenere notificata a tutti gli effetti. E con tutte le conseguenze del caso: ad esempio, scattano i termini per poterla contestare e, se non lo si fa, l’Ente della riscossione può passare alle vie di fatto ed avviare un fermo o un pignoramento.

 

Per la Cassazione, dunque, applicare l’articolo del Codice civile comporta per il contribuente l’onere della prova. Dovrà essere lui a spiegare in modo convincente di non essere stato in grado di venire a conoscenza della notifica della raccomandata. Ma è mai possibile? Certo che lo è. In casi eccezionali, ma lo è.

Chi può ritirare la raccomandata al posto del destinatario

Quando il destinatario della raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossionenon è in casa, il plico può essere consegnato (in quest’ordine) a:

  • persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario purché abbia più di 14 anni e non sia incapace;
  • persona addetta alla casa, ossia la colf, la badante, ecc.;
  • persona al servizio del destinatario;
  • se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

E’ importante rispettare quest’ordine, perché, in caso contrario, la notifica sarebbe nulla, come nel caso in cui in casa c’era un familiare e il postino ha consegnato la busta al portiere. Tale nullità, però, viene sanata con il ricorso. Quindi, è necessario attendere il successivo atto dell’Agente della riscossione e ricorrere contro quest’ultimo per la nullità della notifica della cartella.

Si può contestare la raccomandata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione anche quando la cartella viene consegnata al portiere ma il notificatore non ne dà atto, nella relazione di notifica, di aver prima tentato la notifica agli altri soggetti.

A chi non può mai essere consegnata la cartella di pagamento?

La cartella non può essere consegnata a un vicino di casa, anche se dichiari di essere in ottimi rapporti con il destinatario e che quest’ultimo l’ha esplicitamente delegato al ritiro degli atti.

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